Tre parole: Sfida, Veloce, Business. Il post-Silicon Valley di Enrica Amplo

Ho deciso di iniziare la mia pagina sul post Mindset Program chiedendomi, come descriverei il progetto con tre parole: Sfida, Veloce, Business.

Così è stato davvero.
Ci siamo messi in gioco dal primo momento. Confrontandoci con una realtà sui generis. Una così detta “bolla”. Solo lì funziona così, sei in fila per il caffè e dietro di te parlano di milioni di dollari di investimenti, sei in Uber e chi ha condiviso la macchina con te, con buona probabilità, è uno startupper come te.

Una realtà competitiva e veloce, che ragionevolmente o no, non conosce come funzionano le cose al di fuori di essa e stenta a comprenderle.

Due settimane piene, una vera full immersion, che purtroppo mi ha costretto a riflettere sul percorso solo una volta arrivata a casa.
Gran parte del programma era incentrato sul tema Business. Una sfida stimolante e formativa.

Alcuni concetti fondamentali ci sono stati spesso ripetuti: qui a volte conta di più il guadagno della qualità e concretezza dell’idea (caso eclatante, lo scandalo di Theranos).

Rari sono gli investitori che finanziano al di fuori dalla Silicon Valley ma d’altra parte, è proprio la Silicon Valley il luogo ideale per trovare finanziamenti nel settore software e IoT e per fare network.

Oltre agli aspetti più formali e diretti ho apprezzato davvero tanto quelli che potremmo definire “collaterali”.
Primo fra tutti il rispetto per il tempo.
Lì tutti sanno che il tempo è prezioso.
Se qualcuno ti dedica mezz’ora significa che in quella mezz’ora ha rinunciato ad altre attività, per poter ascoltare te.
Nessuno dà questo per scontato.

Secondo, la possibilità di incontro con chi è “borderline” rispetto questa mega “macchina” dalle sfumature non tutte chiare.
Di grande valore la visita al Techshop (“fablab” company), a Mozilla (fondazione no profit) e a diversi spazi di coworking.

Last but not least la condivisione del percorso con altre 9 menti sorprendentemente pronte e determinate nel fare impresa.
Il confronto si è rivelato davvero formativo.

Concludo ringraziando chi ha reso possibile tutto, la regione Emilia-Romagna, Aster, UsMac. Ed un grazie speciale ad Irene, la nostra “tata” a San Francisco.

Insieme a me, La Tata Robotica ha visitato posti stimolanti e ha fatto tesoro di quanto visto e sperimentato.

Potete leggere il suo blog e seguirla alla pagina Facebook.

A presto!

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