#MaketoCare: il post-Silicon Valley di Nicholas Caporusso (dbGlove)

[dbGlove è uno dei due progetti vincitori del contest #MaketoCare 2016 di Sanofi Genzyme]

A distanza di giorni ritrovo ancora addosso l’energia che la Bay Area mi ha trasmesso: la mia ultima volta a San Francisco risaliva al 2012 e, a dirla tutta, ero un po’ in riserva di quelle che io definisco “le batterie della Silicon Valley”.

Da quando sono arrivato per la prima volta a San Jose (nel 2011), mi sono accorto del fatto che nella Bay Area si è così a contatto con l’innovazione che non si può fare a meno di farsi contaminare: non c’è persona che non abbia un contatto con una delle imprese più famose del pianeta, o che non sia coinvolta in un qualsiasi processo rilevante per l’innovazione – tecnologica e non – a livello mondiale, da IDEO alla Khan Academy. Poi, come nei migliori processi osmotici, si torna in patria ed è come se si rilasciassero un po’ di quegli “elettroni”, fino a ritrovare il bisogno di tornare a ricaricarsi. Perciò, un grande grazie a Make to Care e in particolare a tutte le persone che hanno accompagnato questo viaggio da vicino o che lo hanno seguito da lontano!

Detto ciò, sono felice di poter annunciare che, grazie al viaggio in Silicon Valley, abbiamo iniziato a collaborare con una società che sviluppa un dispositivo tattile estremamente innovativo – hanno recentemente ricevuto oltre 20 milioni di dollari di investimento – e che è interessata alla nostra esperienza nel campo delle tecnologie assistive. Quando li ho incontrati a Palo Alto, il loro responsabile mi ha offerto un caffè e, mentre si scusava perché sicuramente non avrebbe avuto la stessa qualità di un espresso, mi ha detto “you are exactly what I have been looking for”. Adesso, stiamo approntando un contratto di collaborazione che ci permetterà di trasferire la nostra competenza nella loro tecnologia.

Ciò che mi sorprende sempre in Silicon Valley è l’estrema velocità con cui tutto accade. Davvero basta un incontro a cambiare il corso degli eventi. E a portarti in una stanza in cui interagisci con un dispositivo che cambierà l’interazione immersiva. A portartici da protagonista – e poi da partner – non da spettatore. E mentre ero sul volo di ritorno si preparava una collaborazione di cui sarò felice di comunicare i dettagli a tempo debito.

Perciò, come in ogni viaggio che non si affronta con il mero spirito da turista, il ritorno dalla Silicon Valley non è stata la conclusione di un percorso, ma l’inizio di un nuovo cammino. Esattamente come Make to Care, che si sta già preparando per la seconda edizione. Perciò, in conclusione, auguro a tutto lo staff ai prossimi partecipanti e ai prossimi vincitori di far buon viaggio!

[Nicholas Caporusso di dbGLOVE]

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