#MaketoCare: un racconto dell’esperienza in Silicon Valley

Come ogni viaggio importante, il momento della partenza è un misto di entusiasmo e timore.

Tutti sappiamo che stiamo per approcciare una nuova esperienza ma la novità e la lontananza dei luoghi da visitare e degli incontri da affrontare solletica sullo sfondo un po’ di inquietudine.
Questo vale sia per chi vive il viaggio ma anche per chi il viaggio lo ha pensato, voluto e organizzato.

Le settimane precedenti al volo sono un flusso rapido di mail e chiamate con l’obiettivo di rendere l’occasione coerente con le aspettative e il più possibile funzionale agli obiettivi posti.

Va pensato tutto prima perché non si vuole e non si può sprecare neanche un minuto del tempo a disposizione.
E così il programma della settimana si popola di nomi, persone, luoghi che Nicola, Luca, Nicholas e Massimo avrebbero interesse a conoscere e incontrare. L’impegno si concentra sulla scelta delle mete che non si possono non visitare e sulla preparazione dei materiali e dei prototipi da portare con sé per presentarsi al meglio. Il risultato è un programma intenso capace di sfruttare i tanti contatti già consolidati da ASTER in Silicon Valley e allargare questi a nuovi interlocutori.

Le attese crescono e nel giro di pochissimo siamo già in partenza.

#MaketoCare: il pre-Silicon Valley di Nicola Gencarelli (Click4all)

Dopo una prima giornata che ci permette di conoscere al meglio la città di San Francisco aiutandoci ad ambientarci in un contesto che appare ricco di stimoli e potenzialità, iniziamo gli incontri da LightHouse for the Blind and Visually Impaired per poi spostarci al Longmore Institute on Disability della San Francisco State University. Il primo messaggio che arriva forte e diretto è riassunto nello slogan “Nothing about us, without us! (niente per noi, senza di noi)” che ci accompagnerà per tutto il viaggio ricordandoci che non basta inventare, produrre e diffondere nuove tecnologie se si dimenticano i diritti universali di partecipazione e di cittadinanza e se non si coinvolgono gli utilizzatori nei processi di ideazione di nuovi prodotti e nuovi servizi.
La giornata si conclude al RocketSpace, un importante acceleratore e spazio di co-working di San Francisco, dove Alfredo Coppola, co-Ceo di USMAC, ci proietta nel mondo delle start up attivando da subito contatti inattesi da sfruttare già nel corso della settimana. Altra lezione importante: la preparazione è necessaria ma bisogna essere in grado di improvvisare!

[Giorno 1 #MaketoCare] Lighthouse for the Blind, Longmore Institute on Disability, USMAC e RocketSpace

Il secondo giorno ci porta a Palo Alto per incontrare il Prof. Alberto Salleo dell’Università di Stanford (Dipartimento di Material Science and Engineering) che ci proietta in uno scenario futuro di nuovi materiali e tecnologie alla base di nuovi dispositivi indossabili. L’ambiente è stimolante e aggirarci per le strade del campus mangiando nella sua mensa ci fa credere per un momento di non essere lì solo di passaggio. Ma il tempo scorre e noi “corriamo” a Berkley per visitare il Center for Assistive Technologies al Ed Robert Campus. La persona che ci accoglie, Jennifer, ci stupisce per l’attenzione che rivolge ai progetti che andiamo a presentare. Guarda, tocca, ragiona, propone e rilancia. I prototipi portati nelle sue mani evolvono al ritmo dei suoi pensieri. Un consiglio su tutti ci invita a riflettere non solo sul prodotto ma anche sui servizi che a questo si collegano e sulla loro accessibilità sapendo che da questo punto di vista l’Italia non ha nulla da invidiare al paese in cui ci troviamo.

[Giorno 2 #MaketoCare] Stanford University, Ed Robert Campus e Center for Assistive Technologies

Terzo giorno. Si parla di nuovo di start up visitando Plug and Play, il più grande incubatore del mondo dove hanno iniziato la loro storia imprese come PayPal e Dropbox. Aggirarsi negli open space popolati quotidianamente da oltre 400 start up fa girare la testa. Ma non ci si può fermare e di nuovo prendiamo l’auto verso la sede del PHP (Parents Helping Parents), associazione no profit per il sostegno ai percorsi di apprendimento dei bambini con bisogni speciali. Di nuovo i prototipi portati escono dagli zaini, vengono analizzati e arriva di nuovo il messaggio che dovrà guidarne lo sviluppo al ritorno in Italia: “convivere con un’esigenza aguzza l’ingegno.”

[Giorno 3 #MaketoCare] Business angels, Plug and Play e PHP iTECH Center

Se chiudiamo il terzo giorno parlando di bambini, riapriamo il quarto giorno districandoci tra di loro all’interno dell’Exploratorium Museum di San Francisco, dove loro come noi abbiamo modo di mettere le mani nella tecnologia capendo che il digitale si apprende anche smontandone le componenti e guardandoci dentro (e lo sanno bene Nicholas e Luca!). Dal museo si passa a Sacramento per visitare Ability Tools, il centro di coordinamento della rete nazionale dei centri per le tecnologie assistive della California. Nicola e Luca si riflettono nei loro colleghi d’oltreoceano e con loro condividono la possibilità di partecipare a webinar dedicati che il centro organizza ogni tre mesi. Il contatto aperto lo resterà anche al ritorno.
Nel frattempo Nicholas e Massimo a Palo Alto visitano un’azienda specializzata in un nuovo sistema indossabile. Che sia l’inizio di una collaborazione? Lo sapremo alla fine del viaggio.

[Giorno 4 #MaketoCare] Exploratorium e Ability Tools a Sacramento

L’ultimo giorno è arrivato. La carica però è ancora altissima e riprendiamo l’auto per San Mateo dove incontriamo Lucie, antropologa tedesca esperta di design. La chiacchierata si concentra sul tema del service design. La centralità dell’utente nel pensare nuovi prodotti e nuovi servizi si fa ancora potente diventando così il fil rouge di questa esperienza.
E poi l’evento tanto atteso: la Bay Area Maker Faire 2017. Il viaggio è stato pensato in questo periodo proprio per permettere ai vincitori del contest Make to Care di prendervi parte. E la scelta si conferma quella giusta. La grande festa ci accoglie come un luogo dove l’innovazione ha il sapore del piacere di stare insieme. Nel visitare gli stand si nota che il tema della disabilità non ha ancora trovato il suo spazio per esprimersi al meglio. L’iniziativa di Sanofi Genzyme e il contest #MaketoCare si confermano quindi come una pista di lavoro che va ulteriormente percorsa e sviluppata!

[Giorno 5 #MaketoCare] Maker Faire Bay Area 2017

Con la Bay Area Maker Faire si è concluso in un soffio il viaggio tanto atteso. Mentre Nicola e Luca si spostano a Boston per incontrare i ricercatori del MIT, Nicholas e Massimo rientrano in Italia. Le emozioni sono state tante e gli stimoli anche di più. Li raccontano bene i protagonisti di questa storia nei loro racconti.

#MaketoCare: il post-Silicon Valley di Nicola Gencarelli e Luca Enei (Click4all)

#MaketoCare: il post-Silicon Valley di Nicholas Caporusso (dbGlove)

E con questo post abbiamo voluto raccontarli anche noi, Irene e Barbara (ASTER), che assieme a Filippo (Sanofi Genzyme) tanto lo abbiamo immaginato e poi ideato. Un post dove abbiamo raccontato questa storia utilizzando sempre il “noi” mescolandoci un po’ ai vincitori del contest. Non sarebbe stato possibile fare diversamente. Assieme a loro abbiamo avuto l’opportunità di conoscere ed apprendere persone e idee nuove. E abbiamo potuto sperimentare un’esperienza che ci ha insegnato come rendere ancora più importante il futuro viaggio che aspetta coloro che stanno pensando di partecipare al nuovo contest Make to Care 2017 e che senza ancora saperlo magari saranno i protagonisti della prossima missione in Silicon Valley.

Candidati al nuovo contest Make to Care > www.maketocare.it

Candidati al nuovo contest Make to Care > www.maketocare.it

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