Parti, che a ricrederti fai sempre in tempo: il post-Silicon Valley di Federico Giannini

Sono partito un po’ scettico, non credendo troppo nel programma.

Il motivo esatto non lo so, però la comunicazione del bando era un po’ troppo istituzionale, i reduci dalle precedenti edizioni non sono stati (con me) dei buon evangelisti e non mi hanno mai fatto dire: WOW.

Però io in California e a San Francisco c’ero stato e sapevo quanta energia e quanto mindset/know-how si poteva portare a casa.
Quindi le intenzioni, per lo meno, erano le migliori ed io carichissimo.

Giorno dopo giorno mi sono ricreduto anche sul programma.

Forse un po’ troppo early stage per me, ma di valore assoluto.
Gli incontri organizzati, di livello e valore assoluto.


Può sembrare strano ma in Silicon Valley la gente più è di successo meno se la tira.
 Così abbiamo incontrato completi luminari che ci dedicavano il loro tempo con una intensità ed una voglia di condividere che purtroppo in Italia è raro.

È così che Marvin Liao nella sede di 500 Startups ci parla per un’ora come fossimo vecchi amici, veniamo accolti a PayPal come superstars e Bill Reichert (un alieno, founder di Garage Ventures) ci illumina con una presentazione che da sola vale il prezzo del biglietto.

Non mi dilungherò troppo su questo intervento perché l’avevo ampiamente trattato nel diario: [Giorno 9] Attingere il più possibile.

Esperienza super positiva, sicuramente merito dei miei compagni di avventura, US MAC ed Alfredo Coppola ed agli organizzatori di ASTER in primis con Irene in prima fila perché ci mette veramente l’anima.

Grazie a tutti quindi!

Prometto che cercherò di fare del mio meglio per coinvolgere e scovare nuovi aspiranti partecipanti e a condividere il più possibile quanto appreso nel nostro fantastico territorio.

[Federico Giannini]

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