Incubator Program, day 2: nel cuore della Silicon Valley

[L’articolo di oggi è scritto da Francesco Baruffi di Democenter-Sipe]

Siamo entrati nel cuore della Silicon Valley. Partenza alle 7:30, destinazione Singularity University all’interno dell’Ames Research Center della Nasa.
Tecnologie esponenziali, un modello in continua evoluzione che ha generato e intende generare un impatto globale senza precedenti.
Lesson Learned:
  1. non importa che tu sia un educational program, un acceleratore d’impresa o un incubatore; la cosa importante è che tu abbia una mission molto chiara; i modelli di business possono cambiare anche molto rapidamente.

Seconda fermata: Plug and Play. Un modello industriale di incubazione esportato in tutto il mondo, eccetto – ahimè – l’Italia. Una storia davvero inspirational quella di Saaed Amidi che partito da business tradizionali ha intuito la forza di team che portavano avanti progetti ad elevato potenziale di crescita come PayPal , Google e DropBox , ci ha investito ed è diventato uno dei membri più influenti della tech community della Silicon Valley. Nel 2006 Saeed fonda quello che oggi è il più grande incubatore al mondo. Plug and Play è anch’esso in continua evoluzione ed è passato da un  modello rental based ad un modello corporate based che incamera fondi dalle corporation per selezionare le migliori startup di loro interesse.
Lesson Learned:
  1. le sponsorship delle imprese possono rendere il modello di business di un incubatore sostenibile e profittevole;
  2. 20.000 metri quadri –  se sei bravo  – possono non essere sufficienti.

Terza fermata: Visitor center di Apple. Struttura futuristica e accogliente in perfetto stile Apple. Un: “Welcome” entusiasmante da parte del personale e immediato ingresso in un ambiente che avvolge l’utente e lo spinge a provare, vedere, innamorarsi dei prodotti Apple e infine ad acquistarli in tempi rapidissimi ( un vero business accelerator). L’UX dei locali è incredibile.
Lesson Learned:
  1. se sei Apple e lanci un open bar ( il primo al mondo – forse – di una lunga serie ) anche il caffè espresso lo sai fare bene – parola di un Italiano 😉 

Quarta fermata Fogarty Institute for Innovation. Incontro davvero inspirational con il Dr Tom Fogarty : un’ istituzione nel mondo del med tech. È l’inventore dello Stent oltre che di numerosi altri dispositivi medici (oltre 100) ed è il fondatore di 45 startup in ambito biomedicale. Nel 2007 da vita al Fogarty Institute of Innovation. Due programmi: 1.un incubatore all’interno di El Camino Hospital dotato di spazi e facilities di altissimo livello: 2. e un educational program. Ma, soprattutto, numerose partnership con imprese e una vision molto chiara: migliorare la vita dei pazienti.
Lesson learned :
  1. nei settori maturi come il medtech, dove il livello di sofisticazione è elevato e una conoscenza diretta del mercato è indispensabile per produrre tecnologie scalabili e di successo, la durata dei programmi di supporto alle startup può essere anche molto lunga ( 3 o più anni ): “I tre mesi di un programma di accelerazione standard sono inutili”
  2. @Laura Aldrovandi – Fondazione Democenter e Tecnopolo di Mirandola: si puo’ fare 😉 

Quinta fermata: Nordic Innovation House. Uno spazio di coworking per startup provenienti dai Paesi del Nord Europa che hanno a disposizione desk di rappresentanza, area workshop e cucinotto grazie ad accordi di soft landing e un programma di supporto (mentoring e accelerazione) altamente selettivo fornito da mentor e advisor qualificati . Un ponte tra il Nord Europa e la Silicon Valley ma, soprattutto, un progetto collaborativo tra cinque Paesi che hanno unito le loro forze per sostenere compatti un programma che intende portare impatto nei loro rispettivi Paesi (Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Islanda) sviluppando scale up startup in Silicon Valley.
Lesson Learned :
  1. la presenza fisica in Silicon Valley anche da parte di istituzioni pubbliche è importantissima per “annusare direttamente i trend e il cambiamento” e per supportare fattivamente le startup;
  2. perché non provarci anche noi portando il programma Emilia Romagna in Silicon Valley “to the next level” ( come direbbe @Irene Mingozzi 🙂 );
Sesta e ultima fermata: HanaHaus by SAP. Un coworking space e una community davvero vibrante in una location irresistibile: 2000 metri quadri al centro di Palo Alto a fianco di una sede di Cisco .
Servizi che vanno dal desk (3$ l’ora) alle sale meeting, dall’open bar, immerso in una atmosfera dal design ricercato, ai meetup organizzati nel cuore della Silicon Valley.
Lesson Learned:
  1. per creare community vibranti il networking è importantissimo;
  2. uno spazio di coworking è indispensabile per favorire la costruzione di relazioni;
  3. “2 min pitch and meetup are the new goals of Emilia Romagna Region’s accelerators and incubators” 🙂 

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