Il “dream big” non è solo un modo di dire, ma un modo di agire: il post-Silicon Valley di Alice Michelangeli

…è già passata una settimana dal mio rientro in Italia eppure il mio corpo crede di essere ancora là.

Quando credevo che il mondo della Silicon fosse totalmente differente da quello italiano non mi sbagliavo poi di molto.
Il “dream big” non è solo un modo di dire, ma un modo di agire, di pensare che viene ricercato, apprezzato e supportato dall’intero ecosistema californiano.

Sono rientrata in Italia e ho potuto testare con mano, fin dal giorno seguente al mio rientro come la mentalità imprenditoriale nazionale sia molto lontana da quella americana e dopo aver sognato in grande per due settimane, non è semplice accettare i compromessi imposti dal nostro modo di fare.

È stata un’esperienza formativa non solo dal punto di vista del mindset imprenditoriale/di come presentare la società, ma lo è stata anche dal punto di vista personale.

Credo che il mio bagaglio culturale si sia sicuramente arricchito grazie alle lezioni, all’incontro con imprenditori, acceleratori, VCs, business angels, al confronto con i compagni di viaggio, Irene e Alain compresi, che mi hanno seguito, supportato e sopportato durante tutto questo percorso.

Uno dei maggiori insegnamenti che porto in Italia è il coraggio di fare domande, di chiedere e di essere curiosi.

Spero sinceramente di poter portare la scintilla che si è accesa a San Francisco anche agli ragazzi del team e spero che così facendo si inneschi un circolo virtuoso che rappresenti un altro aspetto dell'”open innovation”.

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