Totally disruptive experience: il post-Silicon Valley di Claudio Berti

E come tutte le totally disruptive experience che mi sono capitate, la prima cosa che mi viene in mente è: Accidenti! Ma perché non l’ho fatto prima?

Queste due settimane mi hanno permesso di aprire gli occhi su un mondo che potevo vedere solo come in una di quelle palle di vetro con la neve… e invece stavolta ci sono finito dentro e (come direbbe la Idarose) wow!

Per la velocità con cui si muovono gli affari, la mole degli investimenti, le risorse impiegate, il modo di pensare. Un altro pianeta
rispetto allo startupperismo italiano.
Ma nonostante ci siano tante differenze, ci sono anche tanti punti in comune tra la Silicon Valley e l’Italia. E sulla base delle analogie e
delle differenze emerse in queste due settimane possiamo raddrizzare il tiro e pianificare le prossime mosse per fare crescere la nostra startup.

Ho incontrato persone fantastiche: mentor, relatori, ospiti, investitori, ma anche e soprattutto i miei compagni di viaggio.
Da ognuno ho potuto imparare qualcosa, aggiungendolo al mio bagaglio professionale e umano.

La lezione più importante è stata forse questa: (anche) al di fuori dell’ufficio ci sono persone fantastiche, con idee, storie e capacità incredibili. Incontrarle non èp solo utilissimo, ma è anche un piacere. Quindi, come dice il buon Alfredo “networking, networking, networking” (meglio se con qualche birretta…)!

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