[Giorno 5 #MaketoCare] Dream big. Get things done. Have fun changing the world.

Dopo una settimana intensa che ci ha portato a incontrare diversi volti e realtà noti per aiutare giovani idee ad entrare sul mercato statunitense, siamo tornati in una delle prime università più ambite del mondo, Stanford, per partecipare a una conferenza organizzata dalla Business Association of Stanford Entrepreneurial Student (BASES).
Mercoledì siamo stati nel campus conoscere l’Università tramite “Discovery Stanford”, oggi siamo tornati per CNECT Global Entrepreneurship Conference: Redefining Boundaries, evento nel quale imprenditori di esperienza hanno raccontato la loro storia a un pubblico di studenti da tutte le parti del mondo.

La conferenza è iniziata con l’intervento di Clint Corver, venture capitalist che ha parlato di quali siano le caratteristiche dei team più efficaci nelle startup e come gli investitori strutturino l’analisi dei progetti.
Sul palco poi Helen Liang, PhD e managing partner di FounderX, fondo che si occupa di finanziare progetti che usano l’Intelligenza Artificiale in modo innovativo senza nessun vincolo rispetto al settore di investimento. Helen ha presentato alcuni degli advisor che hanno nel loro team tra cui – solo per citarne alcuni – ci sono Stanford AI research lab & robotics lab, MIT, UC Berkeley e CMU. Dopo la conferenza siamo riusciti a parlarle e ci ha dato alcuni interessanti consigli rispetto i nostri progetti. Ci ha colpito subito la sua estrema spontaneità e simpatia quando con l’ultima slide ha mostrato il suo mindset: “Dream big. Get the s**t done. Have fun changing the world”.

Poi per ultima nel panel della mattina c’è stata Pavni Diwanji, Vice President of Engineering a Google. Lei, a differenza di tutti, non ha parlato di business ma ha parlato della sua storia. Viene dall’India e la sua famiglia ha origini molto umili. Suo padre era un ingegnere che lavorava per IBM e l’ha sempre indirizzata verso il campo scientifico anche se le loro possibilità economiche erano limitate. Oggi, dopo aver contributo al lancio di Java ed essere stata a sua volta una imprenditrice-startupper, ha mostrato come le difficoltà nella vita aiutino a pensare in grande.

Durante il pomeriggio l’intervento che ha catturato la nostra attenzione è stato il Keynote del CEO di Evernote, Chris O’Neill. L’ex responsabile di Google Glass ha raccontato la sua esperienza in una delle prime aziende che è riuscita a scalare in Silicon Valley, spiegando che tra i fattori di successo di Evernote, risiede sicuramente il fatto che il suo fondatore, Stephan Pachikov, ha deciso di strutturare l’azienda in maniera internazionale sin dal principio, sia per quanto riguardava la sua forma e presentazione, sia per il team.
Il tema del team, infatti, è stato alla base del suo intervento e della discussione che ne è poi scaturita.
Per O’Neill i team sono 50% più produttivi rispetto a persone che lavorano in maniera indipendente. I team devono essere costruiti in maniera molto intelligente e il CEO di Evernote ci ha dato diverse dritte su come intercettare le persone che dovrebbero lavorare con noi, oltre a suggerirci di ragionare sempre cercando di migliorare noi stessi e puntare sempre in alto.

La settimana sta per giungere alla conclusione, ma questa giornata a Stanford è senz’altro la ciliegina sulla torta di un viaggio che troverà sicuramente memoria nel nostro futuro.

L’America ci ha parlato tanto di lei e noi abbiamo ascoltato, ci portiamo a casa un bagaglio di esperienze che ci aiuterà, non solo per i nostri progetti, ma specialmente nel nostro presente… perché la Silicon Valley ci ha sicuramente ha insegnato qualcosa: il futuro è adesso.

[Mattia Strocchi – Orion • Nicholas Silvestri, Roberto Lucchisani, Federico Gualdi – Optical Wheelchair]

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