La Silicon Valley? Un frullatore neuronale

Fabrizio Casellato (DeeBee)

È stata un’esperienza che mi ha spettinato (e per farlo a me… ce ne vuole 😉 Ho incontrato persone eccezionali, e incredibilmente preparate. Questi confronti testa a testa mi hanno davvero fatto capire un sacco di cose, sia legate al progetto che personali. Ringrazio immensamente tutte le persone che hanno reso possibile tutto questo.
Per me è stata ed è una forte emozione, anche ora il solo scriverlo. Mi viene solo un GRAZIE dal cuore.

La cosa davvero sorprendente è quanto io fossi convinto di avere così tante certezze e di come invece questi amici elettrizzanti e elettrizzati abbiano “sconquassato proattivamente” le mie logiche. Ho sentito storie di speranza, di crolli e rinascite, di successi strepitosi, di strategie per crescere, di incubatori, acceleratori, venture capital, startup, early adopter, seed, rounds, Family-Friends-Fools, crowdfunding

Ho vibrato quando i miei interlocutori vibravano raccontandomi delle milestone raggiunte, dei piani verificatisi e di quelli no, dei viaggi, degli incontri, dell’inglese che non conta, messo in ombra a fronte della luce scaturita da idee vincenti, dei passi che l’Italia deve compiere per fare il salto di qualità…

In sostanza, sono finito in un frullatore neuronale. Un suolo che più che di terra è fatto di sinapsi. Pazzesco. Se non lo vivi non puoi crederlo.
Ovviamente, non basta “una terra” su cui approdare, serve anche tanta, tanta, tanta, tanta, tanta… perseveranza. Il mondo della Silicon Valley, per quanto estremamente affascinante, è zeppo sì di opportunità, sì.
Ma anche di insidie…

La collaborazione tra Sanofi e Aster, che ha portato alla realizzazione di tutto questo, è stata estremamente produttiva e azzeccata. Però, siccome dietro alle società ci sono sempre persone e siccome il lavoro che hanno svolto è stato davvero ineccepibile, tengo a ringraziare con affetto e stima i “protagonisti dietro le quinte”: Filippo Cipriani che ha coordinato per Sanofi dall’Italia, Sara D’Attorre che ci ha accompagnati on site e Irene Mingozzi che ha una preparazione professionale, una cultura e una “propensione al bello” esagerate. Standing ovation.

E ora? Dopo giornate intense all’inverosimile, mattinata di svago (finalmente!) e poi torno a casa. A spupazzarmi le mie due nane che mi mancano tremendamente.